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Il parco Veglia Devero Stampa E-mail

ImageIstituita parco nel 1978 l’Alpe Veglia, questo grande anfiteatro naturale formatosi con il ritiro dei ghiacciai, fenomeno tipico delle Alpi, è stato il primo Parco Naturale Regionale del Piemonte nel 1978. Si estende per 4.200 ettari nei comuni di Varzo e Trasquera; successivamente nel 1995 fu istituito il "Parco Naturale Regionale Alpe Veglia e Alpe Devero" con l’unione dell’alpe Alpe Devero, con un'estensione totale di 10.500 ettari. Il parco Veglia-Devero costituisce una fra le più belle e pittoresche zone dell'Ossola, dove i boschi di larice rendono il paesaggio molto suggestivo, soprattutto in autunno e salendo di quota lasciano il posto a stupendi prati fioriti da rododendri e ricchi di mirtilli. Le due zone sono interessantissime anche dal punto di vista mineralogico; sono centinaia le specie di minerali rinvenute, e tra esse, decine di specie esclusive a livello mondiale. L’uomo abito’ in queste zone fin dalla preistoria; ritrovamenti di reperti ne testimoniano inequivocabilmente la presenza. Nei secoli poi gli alpeggi furono teatro di guerre e scontri tra le popolazioni per lo sfruttamento delle risorse naturali, così come i sentieri oggi percorsi da escursionisti, fino a qualche decennio fa erano una via sicura per i contrabbandieri di caffé e tabacco, chiamati in gergo gli “ spalloni “ , uomini che per poche lire mettevano in gioco la propria vita valicando le frontiere con qualsiasi condizione meteo. Le vette del Veglia sono dominate dal monte Leone, mentre quelle del Devero dal monte Cervandone; entrambe le montagne superano abbondantemente i 3.000 metri di quota.

ImageI prati ricchi di acqua sono l’ambiente ideale per i pascoli, ed e’ l’allevamento la principale risorsa naturale. Le bellezze della piana di Veglia si possono ammirare tutte percorrendo il “sentiero natura” dal ghiacciaio del monte Leone, ai pascoli, alla sorgente di acqua ferruginosa del rio Mottiscia, alla fornace per la calce usata per costruire le baite. Altri angoli caratteristici sono i nuclei di baite, il lago delle Streghe e la Cascata della Frua. Lungo il sentiero che percorre la destra idrografica del Rio Frua, attraversato il corso d'acqua su un ponticello, si raggiunge il bel pianoro denominato Pian dul Scric (1993 m.s.l.); è uno degli alpeggi principali. Un'altra alpe importante diventata una apprezzata meta di sciatori e’ l’alpe Ciamporino dominata dal monte Diei e subito dietro il monte Cistella, vette da cui si possono ammirare fantastici paesaggi e la vista spazia a 360 gradi. Proseguendo dal Veglia verso il Devero, si percorre il Passo di Valtendra, quasi un corridoio tanto e’ stretto; è l'ultimo luogo dove si può ancora ammirare il monte Leone. Si scende di poco la testata della val Bondolero, valle che nasce da Goglio, si raggiunge la Scatta d'Orogna e in breve ci si trova in val Buscagna. La val Buscagna è una prateria di alta quota attraversata dall’omonimo rio, un vero paradiso per gli amanti dell’alta montagna. A metà valle sulla sinistra orografica sale il sentiero verso il passo del Cornera, uno zigzag che sale dritto superando di un vero balzo 400 metri di dislivello. Lì sorge il bivacco Combi e Lanza, nato per volontà del CAI di Omega (VB) a ricordo dei due alpinisti morti. In val Buscagna inoltre sulla destra orografica del rio, un pontile di legno ci indica la via per un laghetto incastonato nel bosco di larici: il lago Nero, così chiamato per i riflessi del bosco circostante. Con un po’ di fortuna si può osservare il Tritone Alpino. La piana del Devero è anch'essa spettacolare. Come per il Veglia l’allevamento è da sempre la risorsa principale. Le direzioni che si possono prendere sono sostanzialmente tre: la prima è salire verso il passo della Rossa che prende il nome dal colore delle rocce della vetta sovrastante e dove enormi massi disegnano il paesaggio. La seconda è salire verso l’alpe Sangiatto e gli omonimi laghetti, per poi guadagnare le cime e scendere dalla parte opposta verso il lago e l’alpe Poiala e da qua, passando dall’alpe Bionca, proseguire verso il lago artificiale di Agaro, creato inondando nel secolo scorso l'antico paese Walser e dove nei radi periodi di secca delle acque, si può scorgere l’antico paese. la terza è seguire il sentiero verso l’alpe Codelago, dove la diga costruita tra il 1908 e il 1912, rappresentò una delle prime occasioni di lavoro salariato per la gente del posto e diede vita all’omonimo lago. Si può salire verso all’alpe Forni, raggiungere il passo della Scatta Minoia e proseguire verso la Val Formazza. La fauna del Veglia Devero è la tipica alpina: camosci, stambecchi, marmotte, caprioli, volpi, tassi e scoiattoli; fra i volatili: aquila, poiana, sparviero, gheppio e tra i notturni il gufo, la civetta. Sempre tra gli uccelli ricordiamo la pernice bianca e il gallo forcello, i picchi, il merlo, il codirosso, il fringuello alpino, il verzellino, le cince, la ghiandaia, il gracchio, il corvo imperiale... tra i rettili manco a scriverlo: la vipera. La flora è ricca e variegata data l’abbondanza di acque: stupendi boschi di larice, abeti, pini, e poi scendendo ontani, betulle e salici. I fiori sono presenti in quasi tutte le specie alpine; segnaliamo la massiccia presenza di stelle alpine.

 
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