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Wednesday
Sep 08th
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Gli orridi Stampa E-mail

Image In corrispondenza di Premia e di Baceno, nella media Valle Antigorio, il corso del Toce si incunea nel vivo della roccia: la millenaria azione erosiva e levigatrice ha plasmato splendide marmitte. Ad arricchire queste peculiarità della natura, la zona presenta anche alcuni orridi, il più famoso dei quali è quello di Uriezzo, 652 m, che può essere visitato senza difficoltà in meno di mezz'ora: il passaggio più impegnativo è facilitato da una scala di ferro. L'escursione è possibile tutto l'anno, compatibilmente con l'innevamento.
L'Orrido di Uriezzo sud: a sud del piazzale della chiesa, s'infila a sinistra un piccolo androne e si procede per quindici minuti circa sulla vecchia mulattiera che mette a Verampio. Al termine della mulattiera si volge a sinistra per un sentiero tra prati e boscaglie che ci conduce ad un pianoro prativo. In fondo al prato, lungo il sentiero di Uriezzo, si apre a fior di terra un crepaccio. Si scende a destra in direzione dell'alveo di un torrentello abitualmente in secca, ed ecco un burrone costituito da una serie sinuosa e bizzarra di caldaie asciutte di formazione fluvioglaciale, una più grande dell'altra. Le ampie cavità subcircolari (caldaie) collegate tra di loro da stretti passaggi sono state oggetto di vari studi e di formulazione di teorie diverse. La più accreditata e sicura (valida per i numerosi Orridi di Uriezzo) considera l'azione intensa operata dalle acque subglaciali del ghiacciaio della Toce che in quella zona dovevano essere assai copiose. Con altrettanta sicurezza si può affermare che gli Orridi non possono rappresentare antichi passaggi della Toce, dato che non vi è traccia di deviazione e non esistono alvei sepolti. È inoltre da escludere l'azione erosiva del rio d'Uriezzo, data la sua scarsa portata e le dimensioni ridotte, in netto contrasto con gli effetti dell'evento geologico. "Su una linea di circa 150 metri, si aprono quattro marmitte" prosegue il De Maurizi, "la prima a forma circolare, misura circa 5 metri di diametro per 12 di altezza; la seconda, pure a circolo, suddivisa in curiosi meandri, ha un diametro di 4 metri per 1 di altezza; la quarta, più grande, è invece un ovale avente un asse maggiore di 30 metri, minore di 12, con 12 metri d'altezza.

ImageLa discesa in questo luogo non è possibile a causa di un salto di una decina di metri nella strozzatura della roccia. Per completare la visita all'Orrido converrà risalire al prato descritto sopra, e scendere a mattina un sentiero che conduce sulla sinistra all'ingresso dell'Orrido inferiore, "non meno bello e interessante del superiore". (Attualmente una scala di ferro permette di superare il salto tra la parte superiore ed inferiore dell'Orrido). La lunghezza complessiva delle due formazioni è di circa 300 metri; la loro direzione è SSE-NNW e la formazione denominata Orrido Ovest ne è la presunta naturale prosecuzione. Anche se la località è chiamata "Orrido di Uriezzo" dal nome della frazione omonima a nordest del crepaccio, tuttavia gli abitanti del luogo denominano l'ampia forra "Tomba d'Uriezzo".
L'Orrido di Uriezzo nord-est: "Dal pianoro ricordato prima, il sentiero prosegue a nord, passando sotto le case di Uriezzo. A pochi passi dall'oratorio di S. Lucia, a sinistra, s'apre un cunicolo tortuoso, a fondo cieco, formato da una serie di piccole caldaie assai interessanti, anch'esse di formazione fluvioglaciale. La forra è di circa 150 metri e si può percorrere in tutta la sua lunghezza." L'Orrido di Balmasurda:
"Dall'abitato di Uriezzo un sentiero ci porta in pochi minuti al ponte in ferro sospeso sopra il fiume Toce. Dall'alto del ponte o dai ciglioni della riva opposta di sinistra si può ammirare la Toce che si precipita vorticosa, di salto in salto, in direzione del posto di Maiesso. Dal ponte di ferro già ricordato, risalendo il ciglione destro dell'anfratto e passando a fianco dell'Oratorio di S. Lucia, in dieci minuti si perviene ad un luogo costituito da un punto sopra al rivo di S. Lucia, da cui si può osservare una pittoresca pozza detta Orrido di S. Lucia". Gli Orridi di S. Lucia, di Balmasurda e di Arvera sono stretti e tortuosi passaggi determinati dall'erosione delle acque fluviali.
L'Orrido di Baceno (Silogno): è ai piedi di un'altura su cui si erge la chiesa di S. Gaudenzio, laddove sorge il ponte di Silogno. Scendendo con precauzione su un ciglio coperto da fitta boscaglia si può osservare un magnifico anfratto a pareti strapiombanti, tutto eroso dall'azione millenaria delle acque del Devero. L'Orrido si può meglio esaminare scendendo nell'alveo del torrente, per un sentierino non difficile, sulla destra del corso d'acqua. L'Orrido di Silogno, come quello di Arvera è formato dalle acque rispettivamente del torrente Devero e della Toce, che superano, con azione erosiva, i "gradini di valle" (posizioni successive occupate dalle masse glaciali durante il loro progressivo ritiro) passando dai micascisti di Baceno al Portogneiss di Verampio.
 
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