| Gli orridi |
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La discesa in questo luogo non è possibile a causa di un salto di una decina di metri nella strozzatura della roccia. Per completare la visita all'Orrido converrà risalire al prato descritto sopra, e scendere a mattina un sentiero che conduce sulla sinistra all'ingresso dell'Orrido inferiore, "non meno bello e interessante del superiore". (Attualmente una scala di ferro permette di superare il salto tra la parte superiore ed inferiore dell'Orrido). La lunghezza complessiva delle due formazioni è di circa 300 metri; la loro direzione è SSE-NNW e la formazione denominata Orrido Ovest ne è la presunta naturale prosecuzione. Anche se la località è chiamata "Orrido di Uriezzo" dal nome della frazione omonima a nordest del crepaccio, tuttavia gli abitanti del luogo denominano l'ampia forra "Tomba d'Uriezzo". L'Orrido di Uriezzo nord-est: "Dal pianoro ricordato prima, il sentiero prosegue a nord, passando sotto le case di Uriezzo. A pochi passi dall'oratorio di S. Lucia, a sinistra, s'apre un cunicolo tortuoso, a fondo cieco, formato da una serie di piccole caldaie assai interessanti, anch'esse di formazione fluvioglaciale. La forra è di circa 150 metri e si può percorrere in tutta la sua lunghezza." L'Orrido di Balmasurda: "Dall'abitato di Uriezzo un sentiero ci porta in pochi minuti al ponte in ferro sospeso sopra il fiume Toce. Dall'alto del ponte o dai ciglioni della riva opposta di sinistra si può ammirare la Toce che si precipita vorticosa, di salto in salto, in direzione del posto di Maiesso. Dal ponte di ferro già ricordato, risalendo il ciglione destro dell'anfratto e passando a fianco dell'Oratorio di S. Lucia, in dieci minuti si perviene ad un luogo costituito da un punto sopra al rivo di S. Lucia, da cui si può osservare una pittoresca pozza detta Orrido di S. Lucia". Gli Orridi di S. Lucia, di Balmasurda e di Arvera sono stretti e tortuosi passaggi determinati dall'erosione delle acque fluviali. L'Orrido di Baceno (Silogno): è ai piedi di un'altura su cui si erge la chiesa di S. Gaudenzio, laddove sorge il ponte di Silogno. Scendendo con precauzione su un ciglio coperto da fitta boscaglia si può osservare un magnifico anfratto a pareti strapiombanti, tutto eroso dall'azione millenaria delle acque del Devero. L'Orrido si può meglio esaminare scendendo nell'alveo del torrente, per un sentierino non difficile, sulla destra del corso d'acqua. L'Orrido di Silogno, come quello di Arvera è formato dalle acque rispettivamente del torrente Devero e della Toce, che superano, con azione erosiva, i "gradini di valle" (posizioni successive occupate dalle masse glaciali durante il loro progressivo ritiro) passando dai micascisti di Baceno al Portogneiss di Verampio. |
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Rif. Maria Luisa, in Val Formazza (clicca sulle foto). |
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