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Sep 09th
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Il Monte Rosa Stampa E-mail

ImageQuesta famosa montagna il cui nome deriva dall'alterazione di Monte Roese, ossia la "Montagna del Ghiacciaio", è visibile da Macugnaga in tutto il suo splendore. La sommità consiste in una lunga cresta con quattro diverse vette: la prima e più meridionale, la Signalkuppe (4559 m), è anche nota come Punta Gnifetti, così denominata da Giovanni Gnifetti, parroco di Alagna, che la salì nel 1842 in compagnia del teologo Giuseppe Farinetti. Viene poi la Punta Zumstein (4561 m), il cui nome deriva da Joseph Zumstein di Gressoney, che fu il primo a raggiungere la cima nel 1820. L'Hòchstespitze (o Punta Dufour) è la più alta di tutte (4633 m); fu vinta per la prima volta dal versante di Zermatt, nel 1855, dai fratelli Smith e poco dopo dal professor Tyndall, da Quintino Sella e da diversi altri. La Nordend (4612 m) è, come dice il nome, la vetta settentrionale e fu scalata per la prima volta nel 1861 dai fratelli Buxton e da J.J. Cowell. Le cime meno elevate della catena comprendono Weissthor, Fillarkuppe, Cima Jazzi e le minori Faderhorn, Rothorn e Cima di San Rocco.

ImageIl primo a scoprire il massiccio più vasto delle Alpi con il periplo delle sue valli è stato Horace Benedici de Saussure. Undici anni prima dell'arrivo di Saussure sette cacciatori gressonari erano saliti al Colle del Lys. L’abate Giovanni Gnifetti, parroco di Alagna nella prima metà dell'Ottocento, sdegnava gli stimoli scientifici della generazione precedente, pri­vilegiando invece quelli estetici e sportivi, oltre all’appagamento dello spirito. Il personaggio è centrale nella storia dell’alpinismo del versante meridionale del Rosa, i cui protagonisti, a differenza di tanta parte delle Alpi, non parlavano inglese, ma il Walser gressonaro e alagnese. C'è soltanto un intermezzo straniero, quello del barone Franz Ludwig von Welden. generale dell'impero asburgico di stanza a Milano, autore del primo libro interamente dedicato ai Rosa, pubblicato a Vienna nei 1824. Il barone visita le valli italiane del massiccio e il 25 agosto 1822 compie la prima salita della “Ludwighohe”, una delle cime minori ma pur sempre un 4.000.

Dà alla vetta il suo nome, ma con una precisazione: "II 25 agosto è la festa di San Ludovico: io l’ho dedicata a lui. Dopo tre tentativi falliti, il 9 agosto 1842 l'abate Gnifetti raggiungerà Signalkuppe: "Vetta che dalla creazione sino a quel dì era rimasta vergine da piede mortale". Più che giustificata l'euforia del parroco di Alagna: "Questo istante fu per me e per tutta la comitiva un vero istante di festa, di tripudio, e direi, di trionfo. In mezzo alle grida di letizia elevatesi fra il nostro stuolo di amici, risuonarono unanimi e spontanei gli evviva di Carlo Aberto e della Reale Famiglia Sabauda, evviva per più fiate ripetuti ma che in quelle alture disperdendosi nel gran vano del sottil aere, riuscivano esili quali di una voce debole e fioca, o di uno spirante." La cima del Segnale porterà poi il nome di Gnifetti anche perché si scrisse "l’orrido obelisco" che contrassegnava la cima e che le dava il nome, sarebbe stato azzerato nel 1893 per costruirvi la capanna Regina Margherita, visitata dalla sovrana due settimane prima dell’inaugurazione.

 
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www.rifugi-bivacchi.com